Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

Il re di Malagrotta a giudizio. Un'imputazione che può fare giurisprudenza.

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Rinvio a giudizio per avvelenamento di acque e, soprattutto, per disastro ambientale, per fatti anteriori e posteriori all'entrata in vigore della legge (maggio 2015) che ha introdotto nel codice penale i delitti contro l'ambiente, i cosiddetti "ecoreati".
E' questo l'esito rilevantissimo dell'udienza preliminare dell'ultimo (in ordine di tempo) procedimento penale relativo alla mega discarica di Malagrotta, a Roma.
Gli imputati sono il proprietario della stessa discarica, Manlio Cerroni, e un suo collaboratore, accusati, per l'appunto, di aver "avvelenato acque destinate all'alimentazione" e "cagionato un disastro ambientale" consistente nella "alterazione dell'equilibrio di un ecosistema" nonché nella "offesa alla pubblica incolumità".

Maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione: confronto tra fattispecie delittuose.

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La distinzione tra il reato di abuso dei mezzi di correzione di cui all'art. 571 c.p. e quello di maltrattamenti ex art. 572 c.p. risiede nella qualità del "mezzo" correttivo utilizzato dall'agente, ragion per cui se il mezzo è di per sé lesivo della incolumità o afflittivo della personalità dell'educando, il fatto è punibile per maltrattamenti.
Ciò è quanto ha recentemente stabilito la Suprema Corte penale, sezione sesta, con la sentenza n. 19852 del 12 maggio scorso, che si pone in linea di continuità rispetto all'orientamento ormai prevalente in materia stabilendo delle linee di distinzione tra le due fattispecie criminose di cui agli artt. 571 e 572 c.p..

Truffa processuale: quando ingannare il giudice costituisce reato.

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È configurabile il delitto di "truffa processuale" ex art. 640 c.p. nel caso in cui il giudice, nel corso di un procedimento civile o amministrativo, con artifici o raggiri sia indotto in errore da una delle parti processuali che voglia ottenere, così, una decisione a sé favorevole.
E' quanto ha stabilito il Tribunale di Asti con la sentenza n. 428 del 26 febbraio scorso che si pone in netto contrasto con l'ormai consolidato orientamento giurisprudenziale vigente in materia.
Infatti, secondo molteplici pronunce della Suprema Corte, la condotta di chi induca in errore il giudice civile o amministrativo al fine di ottenere un provvedimento favorevole e, perciò, un profitto ingiusto in danno della controparte processuale, non sarebbe idonea ad integrare il delitto di cui all'art. 640 c.p. poiché è indubbio che il giudice eserciti un potere giurisdizionale avente carattere pubblicistico ben lontano dal costituire un atto di disposizione patrimoniale da parte di colui che viene ingannato.

MUOS, il "principio di precauzione" vale un po' meno.

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Una battuta d'arresto sulla strada, peraltro non proprio piana, della tutela dell'ambiente e della salute pubblica, sia amministrativa che giudiziaria.
Così potrebbe esser sinteticamente definita la sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Sicilia che ha chiuso la tormentata vicenda "Muos", almeno quella del giudizio amministrativo .
La storia del sistema satellitare di comunicazione della Marina Militare Usa, nelle sue più significative implicazioni giudiziarie fino alla sentenza del Tar Sicilia del febbraio 2015, era già stata raccontata e commentata (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/16/muos-il-tar-blocca-di-nuovo-il-sistema-satellitare-sentenza-esemplare/1427820/).

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