Studio Palmisano

Il diritto dell'ambiente, il diritto penale del lavoro, la responsabilità medico – sanitaria, il diritto penale dei giochi e delle scommesse, nonché, in chiave preventiva, la sicurezza sul lavoro e gli adempimenti gravanti sulle persone giuridiche ai sensi della legge 231\2001 (codice etico, modello di organizzazione, gestione e controllo....), sono materie accomunate fondamentalmente da un elemento: esse costituiscono un illuminante esempio dell'incidenza delle determinanti, in senso lato, ambientali sui livelli di qualità della vita delle persone, sulla loro stessa salute, nella società occidentale; quella che è stata definita da uno studioso tedesco "la società del rischio."

Esse, per qualità e quantità degli interessi e dei diritti che vi sono sottesi, costituiscono l'autentica frontiera del diritto penale del terzo millennio.

Lo Studio Palmisano si occupa prevalentemente di queste materie.
Sul livello qualitativo con cui questo Studio svolge questa attività, si lasciano valutare gli assistiti che hanno beneficiato delle nostre prestazioni professionali.

Interruzione di pubblico servizio: quando commette reato il medico?

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Risponde del reato di interruzione di pubblico servizio il medico che si assenti dall'ambulatorio durante l'orario di lavoro o si renda irrintracciabile telefonicamente per un lasso di tempo tale da provocare un effettivo turbamento, anche se temporaneo, al funzionamento del servizio pubblico di assistenza sanitaria.

La fattispecie di reato.


L'art. 340 c.p. punisce con la reclusione fino ad un anno chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagioni una interruzione o turbi la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità. I capi, promotori od organizzatori sono, invece, puniti con la reclusione da uno a cinque anni.

RISK, UNA NORMATIVA SPECIALE PER I MEDICI "ACCERCHIATI"

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C'era un tempo in cui, quando un medico aveva cagionato lesioni o anche la morte di un paziente, se veniva chiamato a risponderne penalmente l'esclusione della colpa era la regola e l'imputazione colposa era l'eccezione che si configurava solo nelle situazioni più plateali ed estreme.
Questo è stato l'orientamento largamente maggioritario della Cassazione per un lungo periodo della storia giudiziaria di questo paese.
Trovava la sua base normativa in un articolo del codice civile, il 2236, che limita la responsabilità del prestatore d'opera (di solito, intellettuale), in caso di problemi tecnici di speciale difficoltà, al dolo e alla colpa grave.

TELECAMERE SUL LUOGO DI LAVORO: COMMETTE REATO IL DATORE CHE LE INSTALLA.

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Commette reato il datore che installa delle telecamere di video sorveglianza sul luogo di lavoro al fine di controllare i propri dipendenti anche se tali apparecchiature non siano poi effettivamente utilizzate.

Lo ha statuito la Cassazione penale, terza sezione, con la sentenza dello scorso 26 ottobre, n. 45198, che, a seguito di differenti orientamenti interpretativi e giurisprudenziali, ha fatto chiarezza circa la liceità o meno della mera condotta di installazione di videocamere aventi finalità di controllo dei lavoratori pur non seguita da un effettivo uso di tali strumenti di ripresa.

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